All’inizio della città di Roma

ballo della Compagnia Mòra
coreografia Claudia Castellucci
composizione musicale Stefano Bartolini

danzatori Sissj Bassani, Silvia Ciancimino, Guillermo De Cabanyes,
Benedetta Gianfanti, René Ramos, Pier Paolo Zimmermann

direzione alla produzione Benedetta Briglia
organizzazione Camilla Rizzi

foto Nicolò Gialain

La coreografia chiama in causa l’inizio di una delle più estese civiltà europee: quella romana. L’accento è posto sugli albori di un vivere sociale che ha dovuto inventare un proprio modo organizzato di concepire la convivenza tra molti e non sulla conquista territoriale successiva. È qui posta in luce, in termini coreografici –dunque in base a movenze, tragitti e atteggiamenti, la necessità di regolare il comportamento umano orientato alla tutela, al riconoscimento del crimine e alla sanzione. Le decisioni essenziali che originano alcuni moti dell’agire sociale, soprattutto quelli che contraddistinguono le forme iniziali della vita in comune, sono ripercorsi in base alle scansioni ritmiche e schematiche di una danza che è preferibile chiamare ‘ballo’, per il suo richiamo folklorico di movimento collettivo. Roma dà il proprio nome alle prime forme del diritto, e le regole del diritto romano sono un primo riferimento rispetto alla collezione di atteggiamenti che abbiamo raccolto nel tempo, e che colgono la parte legale degli affetti. L’esperienza primitiva che sta alla base di quelle astrazioni legali, coglie anche ciò che caratterizza gli individui umani: l’istinto di conservazione, il senso della proprietà, il concetto di giustizia, il raziocinio della solidarietà, il discernimento; e, non ultimo, il rapporto di queste leggi con il tempo, che resta sullo sfondo, in tutta la sua immane rilevanza.

Archivio

<