E s s e r e P R I M I T I V O 2017

i d e e e s p e t t a c o l i di una compagnia di ragazzi
a cura di Chiara Guidi
Teatro Comandini - Cesena

domenica 19 novembre - programma completo

19/11/2017 - 19/11/2017

 

h 17.30____________________________________________________________

Sciupìo (With Love), videoinstallazione

di Antonia Casadei e Alice Leoni

con

Francesca Rossi

 

Lo spreco da noi inteso si avvicina alla concezione di dispendio, di gesto grave da sopportare poiché è un darsi che percepisce la possibile inutilità del suo atto.
Questo non può essere atto involontario, gesto passivo, al contrario è un abbandono che arriva tramite un’audacia decisionale verso l’ignoto e l’eccesso, che nulla ha a che fare con la mollezza o la negligenza dello spreco comunemente inteso.
Coinvolgendo la perdita, ci si svincola dalla produzione, de-cosificando l’oggetto. Un’esperienza di sproporzione per l’altro ma che non poggia sull’altro, si appella invece a se stessa ed è quindi fuori dal dialogo, dal discorso, dalla progettazione.

Assumendoci il rischio di non sapere, rigettiamo ogni riserva dataci dal nostro istinto conservativo, di sopravvivenza. Esso è quindi atto contro-natura e di costrizione di sé, atto che genera sbilanciamento.
La donna che versa tutto il suo profumo sul capo di Cristo non bada a spese né a misure. E chi solo sa calcolare è indignato: “cos’è questo spreco?” (Matteo 26,8).

Ma c’è chi ha capito che solo attraverso la rottura completa e “irresponsabile” dell’ampolla il profumo può uscire, cambiare l’aria e sconfiggere la peste del peccato.

Accettare di sprecarsi è uno degli atti più forti che un umano possa sopportare.

 

 

h 18.00____________________________________________________________

Gb 2,9 – studio sulla retorica di un colpo di pistola, spettacolo teatrale

di e con Martina Ambrosioni, Andrea Bartolini, Francesco Maria Dell’Accio

 

Come può la parola divenire un punto?

Come può rendersi concentrata così tanto da esplodere, come un colpo di pistola?

Come può diventare fatale?

Ogni parola detta ha in sé molteplici significati e il parlare diventa così un atto pericoloso, che sta in bilico tra il giusto e l’ingiusto, tra il bene e il male.

Nella sventura, quando il corpo si rompe e rimaniamo spogli e soli, l’unica arma diventa il parlare…un parlare così forte e violento, così denso, che punta il piede, che sorregge la vita, che denuncia il dramma dell’uomo e contemporaneamente lo definisce.

Aprendo la bocca per parlare Giobbe chiede a Dio la ragione del suo esistere, del suo stare nel mezzo senza mai cadere né da una parte né dall’altra, senza mai maledirlo né benedirlo, e, rimanendo un punto, si rende non giudicabile.

 

 

h 18.30____________________________________________________________

Miezo Juorno, concerto

di Francesco Di Giorgio e Livia Malossi

con

Francesco Di Giorgio voce, chitarra

Livia Malossi fisarmonica

 

era notte e pareva miezo juorno

 

Siamo andati in cerca di canzoni del Sud. Di alcune non si sa di preciso chi le abbia scritte. Parlano altre lingue e vengono da altri luoghi, addirittura da altri secoli. E pure, questa lontananza rivela qualcosa di sé e di noi, ogni volta che torna a essere musica viva.

 

Programma:

La virrinedda

Amice nun credite a le zitelle
O’ guarracino
Nina si voi dormite
Cicerenella

 

 

h 19.00____________________________________________________________

Tre liriche giapponesi, concerto

di Andrea Bianco

con

Andrea Bianco chitarra

Asumi Motoyama voce

 

Come deve essere piccolo
il cuore di chi
dimentica
in uno spazio così breve,

come la vita

 

Fragile,
sono divenuta
come le foglie degli alberi.
Basterebbe un soffio di vento
per farmi cadere

 

Anche se pensiamo
che a questo mondo ci siano solo
dolore e vergogna,
non possiamo spiccare il volo
perché non siamo uccelli

 

 

h 19.15____________________________________________________________

In nessun luogo, in nessun tempo, lettura/performance

di Livia Malossi e Emanuele Rossi

con Maddalena Guidi e Anna Laura Penna

 

Un tentativo di interazione tra testo raccontato e musica, entrambi intesi come flusso di narrazione. Imperniata su una logica tripartita, che è indice o di un conflitto che deve essere superato o al contrario di un movimento ciclico e infinito, ha luogo l’azione scenica, concepita come crisi ulteriore di questa prima relazione. Nei suoi gesti, intimamente connessi al racconto, si esplica la natura traditrice della realtà/madre che ci ha partorito, e ci partorisce.

 

 

h 19.45____________________________________________________________

Mediometraggio, concerto audiovisivo

di Naven e Bremo

con Arianna Giorgini e Asia Pirini (Naven), Nicolò Mingolini e Sara Pizzinelli (Bremo)

 

Naven (emo vague) e Bremo (trip-hop, dark pop) propongono un concerto audiovisivo con proiezioni contenenti frammenti di film, video d’archivio, filmati e animazioni analogiche originali.

La durata della performance è propria di un mediometraggio.

 

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