Resurrezione (ripresa)

GUSTAV MAHLER
Resurrection - Sinfonia n.2 in Do Minore
per Soprano, Alto
Coro Misto e Orchestra in 5 movimenti
Eseguita per la prima volta il 13/12/1895 in Berlin

Con l'Orchestre de Paris

Direttore d'orchestra: Esa-Pekka Salonen
Regia, scene, luci e costumi: Romeo Castellucci
Dramaturg: Piersandra Di Matteo

Soprano: Julie Roset
Alto: Marie-Andrée Bouchard Lesieur
Chœur de l’Orchestre de Paris

Maestro del Coro: Richard Wilberforce
Collaborazione mise en scène: Filippo Ferraresi
Collaborazione scenografia: Alessio Valmori
Collaborazione luci: Marco Giusti

Con: Andrea Barki, Bernard Di Domenico, Fabio Di Domenico,
Clémentine Auer, Emile Yebdri, Eurydice Gougeon-Marine,
Francis Vincenty, Jean-Marc Fillet, Maïlys Castets,
Matthieu Baquey, Michelle Salvatore, Raphaël Sawadogo-Mas,
Romain Lutinier, Sandra Français, Sarah Namata, Simone Gatti,

Foto: Monika Rittershaus

Ripresa della produzione del Festival d’Aix-en-Provence 2022
in coproduction avec la Philharmonie de Paris, La Villette – Paris,
Abu Dhabi Festival e il Teatro Colón.

Co-realizzazione La Villette – Paris, Festival d’Automne, Philharmonie de Paris

La Sinfonia n. 2, conosciuta come Resurrezione, è una partitura letteralmente strabiliante, composta da Gustav Mahler tra il 1888 e il 1894.
Una partitura che può essere ascoltata come si guarderebbe un film; una partitura che, come tante altre dell’ autore, ha inizialmente suscitato incomprensioni: “Se quello che ho sentito è musica, allora non capisco più niente di musica!” ha dichiarato il direttore d’orchestra Hans von Bülow.

Fu però dal funerale di quest’ultimo che Gustav Mahler ricevette, sotto forma di marcia funebre, l’ispirazione che gli permise di portare a termine quest’opera monumentale – fino a questo lungo movimento finale con coro quasi operistico – che divenne quello dei suoi ” successi”…
Di fronte a questo oggetto non convenzionale per il mondo del teatro, con questa partitura pensata per essere ascoltata ad occhi chiusi, che richiede di abbandonarsi alla musica, Romeo Castellucci si è schierato dalla parte di un’implacabile umiltà.

Se è agghiacciante – e ancor più oggi, a due anni dalla sua realizzazione al Festival di Aix-en-Provence –, se lascia un segno indelebile nella retina e nella memoria, l’installazione dinamica  da lui ideata è miracolosa in quanto riesce a rendere più udibile la magia imponderabile (e l’indistruttibile modernità) di Gustav Mahler.
In sintonia con Esa-Pekka Salonen che sembra vivere questa musica fino in punta di bacchetta, il regista offre un commovente canto della terra che ci esorta a essere presenti e vivi di fronte ai morti: un’esperienza indimenticabile.
Messa in scena da Romeo Castellucci, la sinfonia della Resurrezione di Gustav Mahler sembra assumere tutta la sua tragica grandezza.
Per magnificare quest’opera monumentale diretta magistralmente da Esa-Pekka Salonen, Romeo Castellucci offre un funebre “canto della terra” dal quale non usciamo indenni.

Performances: 28-30 Novembre, ore 20h00. 

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