O s s e r v a t o r i o M à n t i c a 2 0 1 7

i d e a t o d a C h i a r a G u i d i
X E d i z i o n e
T e a t r o C o m a n d i n i Cesena

venerdì 24 novembre

24/11/2017 - 24/11/2017
Teatro Comandini, Cesena, FC

 

18.30

CONCORDANZA DI VOCI

dialogo con Corrado Bologna

 

“Concordanza di voci è armonia”. Leo Spitzer, nel magnifico libro sull’Armonia del mondo, ha ripercorso la storia semantica dei termini che definiscono il sinfonico accordo delle voci, degli strumenti musicali, delle idee, delle parole, nella creazione: quella divina, secondo la secolare tradizione teologica, e quella umana, che al modello divino si conforma. Però ha anche messo in luce la solidarietà di questa armonia estetica con quella etica e politica. La ricerca di armonia al proprio interno, e poi fra le coscienze e le volontà degli individui, genera accordo, cioè consonanza, concordia. La voce interiore e quella esteriore sono eco calorosa di un accordo musicale generato da un’esistenza ben temperata. E così la profonda comparazione fra la concordanza di voci nell’interiorità dell’individuo e quella che costituisce una collettività consente che la metafora della concordia divenga fondamento della società e dello Stato.

Nato a Torino nel 1950, Corrado Bologna insegna Letterature romanze medioevali e moderne presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è occupato fra l’altro di trovatori provenzali, di Dante, di Petrarca, dell’Ariosto, di Giulio Camillo, di Carlo Emilio Gadda e di Roberto Longhi, di Miguel de Unamuno e di Fernando Pessoa, della tradizione e fortuna dei classici italiani, del rapporto fra testi letterari e immagini, del ruolo della vocalità nelle culture umane. Fra i suoi libri Flatus vocis. Metafisica e antropologia della voce, con prefazione di P. Zumthor, Il Mulino, Bologna 1992; Tradizione e fortuna dei classici italiani, 2 voll., Einaudi, 1993; La macchina del ”Furioso”. Una lettura delle “Satire” e dell’ “Orlando”, Einaudi, 1998; Il ritorno di Beatrice. Simmetrie dantesche fra “Vita Nova” e “Commedia”, Salerno Ed., 1998. Ha curato l’edizione italiana di alcuni saggi, fra cui Karóly Kerényi, Nel labirinto, Bollati Boringhieri, 1983; Jean Starobinski, Ritratto dell’artista da saltimbanco, Bollati Boringhieri, 1984; Giorgio Raimondo Cardona, I linguaggi del sapere, Laterza, 1990; Miguel de Unamuno, Vita di don Chisciotte e Sancio Panza, Bruno Mondadori, 2005; Enrico Castelli, Il demoniaco nell’arte, Bollati Boringhieri, 2007; Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Einaudi, 2012.

……………………………………………………….

21.00 e 22.30 (doppia replica)

DERIVA TRAVERSA

performance di Dewey Dell e A Dead Forest Index

all’interno della Stagione del Teatro Bonci / Progetto Disgelo dei nomi

 

La solitudine permette al pastore un’immersione interiore totale e un lieve allontanamento dal visibile. Quando i pastori cantano, per intonarsi imitano il vento o il verso dei loro animali, e, attraverso quella poesia cantata, trasmettono una storia passata. Tale risalita lungo il tempo, però, non abbandona il presente, si distacca solo dal mondo visibile. La storia che essi cantano si potrebbe intendere come un tentativo di decifrazione dell’invisibile, che avviene attraverso una discesa nel sé, una geografia del soprannaturale.

……………………………………………………….

21.30

SOLO – WATERBOWLS

concerto di Tomoko Sauvage

a cura di MU

 

Ciotole in porcellana di diverse dimensioni, piene d’acqua e amplificate tramite idrofoni (microfoni subacquei), le waterbowls di Tomoko Sauvage sono una sorta di sintetizzatore naturale che genera un timbro fluido usando onde, gocce e bolle. Da più di dieci anni, l’artista giapponese studia le proprietà sonore e visive dell’acqua in relazione alla materia e allo spazio, e in connessione con l’elettronica, cercando un fragile equilibrio tra casualità e disciplina, caos e ordine.

<