TEATRO COMANDINI – OSSERVATORIO 2016

Teatro Comandini, Cesena
a cura di Chiara Guidi

Osservatorio / Lars – a portrait of Lars Von Trier di Kokoschka Revival

18/01/2016 - 28/01/2016
Teatro Comandini, Cesena, FC

 

Lars – a portrait of Lars Von Trier

scritto da Ana Shametaj, Riccardo Calabrò

diretto da Ana Shametaj

interpretato da: Mariasofia Alleva, Riccardo Calabrò, Edoardo

Mozzanega, Piero Ramella, Ana Shametaj

set design: Marialuisa Bafunno, Giulio Olivero

sculture: Alessandro di Pietro

costumi: Fiorenza Spezzapria

movimenti: Alice Raffaelli

 

Lars – a portrait of Lars Von Trier è uno spettacolo di prosa contemporanea in lingua inglese, un viaggio all’interno del paesaggio della mente del regista cinematografico danese Lars Von Trier della compagnia Kokoschka Revival
Al centro della narrazione sta l’intricato rapporto tra l’auto-narrazione di Lars Trier ed il ritratto che ne fanno i mezzi di informazione, che ne hanno fatto un mostro mediatico. Non è la verità che ci interessa tuttavia: noi abbiamo impugnato il nostro punto di vista e lo abbiamo fatto esplodere come dei kamikaze contro questo mito contemporaneo. Con i frantumi del personaggio, poi, abbiamo iniziato a costruire un nuovo immaginario.
Lars è anche una riflessione sul genere biografico e, più nello specifico sul formato del Biopic cinematografico, rispetto al quale il rapporto tra mezzo e fine viene diametralmente ribaltato, in quanto l’oggetto d’indagine – la vita dell’uomo nella sua corporeità – diventa uno strumento in mano alla rappresentazione – la narrazione teatrale.
Attraverso una seduta di ipnosi entriamo con Lars in un profondo stato di alterazione della coscienza, in un mondo onirico dove i suoi monologhi, ottenuti dalla rielaborazione di numerose interviste reali del regista, si mescolano a partiture fisiche e vocali, che attraverso l’astrazione e la formalizzazione restituiscono alla parola la densità di significati che la sintesi visiva porta in sé.
Abbiamo voluto pensare a Lars come ad un performer, vista l’evidente performatività della sua ricerca: basti pensare a come ogni suo set diventi una sorta di happening ed a come ha sempre usato la sua persona per animare il dibattito intorno alle stantie convenzioni estetiche del cinema.
Una volta considerato il regista come performer, il fuoco si sposta naturalmente sul problema del corpo dell’artista e sul rapporto tra controllo e perdita di controllo, declinata sul palco attraverso delle sculture-protesi che ostacolano i movimenti degli attori. Esse costituiscono la concretizzazione fisica dei limiti tecnico-formali, le obstructions, che il regista ha dichiarato di imporsi nei numerosi manifesti che regolarmente precedono i suoi film. Nel corso dello spettacolo i corpi dei cinque attori compongono un ritratto cubista di Lars ed attraverso i loro limiti-scultura (realizzati dall’artista Alessandro di Pietro) modificano la loro presenza scenica, diventando simboli attivi della rappresentazione.

 

www.kokoschkarevival.com

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